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Aree di emergenza

Nel Piano di emergenza vigente sono state individuate specifiche aree all’interno del territorio comunale da destinare a scopi della protezione civile. Nello specifico sono state individuate:

  • A livello di pianificazione comunale:
    • le aree di attesa, ovvero luoghi dove sarà garantita la prima assistenza alla popolazione, immediatamente dopo l’evento calamitoso, oppure successivamente alla segnalazione della fase di preallarme;
    • le aree di accoglienza, ovvero quei luoghi in grado di accogliere ed assistere la popolazione allontanata dalle proprie abitazioni.
  • A livello di pianificazione intercomunale:
    • le aree di ammassamento, ovvero quei luoghi di raccolta di uomini e mezzi necessari alle operazioni di soccorso alla popolazione.

La scelta delle aree, per la cui disamina si rimanda alle carte tematiche allegate al presente piano, è stata basata sui criteri riportati nel manuale operativo predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, Commissario Delegato ai sensi dell’O.P.C.M. 28 agosto 2007, n. 3606. Nello specifico sono state scelte aree ritenute idonee all’attesa, all’accoglienza e all’ammassamento soccorritori e risorse, e non soggette a particolari rischi; pertanto si è evitato di localizzare dette aree in prossimità di zone alluvionali, a rischio di crollo di strutture attigue, incendi di interfaccia, ecc., facilmente raggiungibili attraverso percorsi ritenuti sicuri, segnalati in verde sulla cartografia. Per le aree individuate si è scelto un numero funzione degli abitanti del Paese e della capacità ricettiva degli spazi disponibili.

Particolare attenzione è stata poi posta alle aree di accoglienza. Nello specifico, data la struttura del territorio di Martina Franca, si è deciso di localizzare dette aree all’interno di strutture esistenti idonee ad accogliere la popolazioni in condizioni di emergenza (alberghi, scuole, ecc). Tuttavia, essendo la sistemazione della popolazione in strutture esistenti in condizioni di emergenza limitata a qualche giorno o alcune settimane e finalizzata al rientro della popolazione nelle proprie abitazioni, alla sistemazione in affitto e/o all’assegnazione di altre abitazioni, alla realizzazione e all’allestimento di insediamenti abitativi di emergenza, sono state individuate aree alternative, ove sarebbe possibile sistemare delle tendopoli.

Le tendopoli soddisfano i bisogni primari della popolazione, garantendo un riparo dalle intemperie. Nel frattempo si procede alla verifica dell’agibilità delle strutture interessate dall’evento calamitoso, procedendo, laddove le condizioni al contorno lo consentano, al rientro nelle abitazioni, previa eventuale esecuzione di interventi di riparazione o messa in sicurezza di tipo “leggero”.